ALL’ATTACCO “Berlusconi? Bravo un corno: quei soldi…” Vittorio Feltri mai così duro con il Cavaliere

Vittorio Feltri: pensioni, Silvio Berlusconi? Bravo un corno: le alza coi soldi dei lavoratori

Cara Paola Tommasi,

tu sei una brava economista e Libero ospita i tuoi scritti perché sono puntuali e zeppi di cose interessanti. Ma stavolta hai preso un granchio. Capita a tutti. A te è capitato poiché sei troppo giovane per conoscere la storia dell’Inps, voluto dal Duce, sul quale oggi si sputa. Gli scopi fondativi dell’Istituto erano, e dovrebbero essere ancora, quelli di garantire ai lavoratori un reddito sufficiente per vivere anche quando, a una certa età, vanno a riposo.

Essi pagano ogni mese e per anni un contributo in denaro trattenuto dallo stipendio. Contributo integrato da una somma versata dagli imprenditori. Questa massa di soldi, accumulata nel tempo, serve a finanziare le pensioni, e non dovrebbe servire ad altro. Così è stato per un lungo periodo. Poi sono arrivati i governi democratici del piffero che hanno guastato il meccanismo perfetto. Come? Hanno trasformato l’ente in un fetente che usa i quattrini dei quiescenti per foraggiare la Cassa integrazione, la maternità, per liquidare le pensioni sociali a gente che non ha mai dato una lira alla Previdenza, ora anche per garantire gli assegni di inclusione a chi non sgobba. Insomma, cara Paola, i fondi dell’Inps non sono più dei lavoratori: vengono utilizzati per altri fini, cioè per fare dell’assistenza che andrebbe sostenuta con la fiscalità generale, pertanto mancano i contanti onde fornire pensioni adeguate a chi se le è guadagnate col sudore della fronte.

Ti sembra giusto sottrarre quattrini a chi li ha anticipati per darli in beneficenza? Berlusconi è stato portato in trionfo in passato perché elevò a un milione di lire le pensioni sociali. Fu viceversa un errore grave e imperdonabile, in quanto egli prelevò la cifra necessaria dall’Inps, impoverendolo, anziché dalla cassa Statale. E adesso, viene applaudito visto che intende ripetere l’operazione alzando gli assegni sociali a mille euro, attingendo il contante ancora dalla Previdenza che egli confonde con l’assistenza. È giusto che i poveri e i derelitti siano soccorsi dalla pubblica amministrazione, ovvio. Siamo solidali. Però è ingiusto che per aiutarli si peschi il valsente nelle tasche di operai e impiegati contrattualmente obbligati a devolvere all’Inps parte delle loro retribuzioni. Il Cavaliere è padronissimo di assicurare a chi è in miseria l’indispensabile per campare, ma non usi gli accantonamenti della Previdenza (che, ripeto, va separata dalla assistenza) bensì quelli dell’erario.

Ammesso che l’erario stesso abbia delle risorse, altrimenti Silvio eviti di fare il brillante con gli euro dei lavoratori, i quali poi restano a secco e sono costretti a pensionarsi alla vigilia del decesso ovvero a settanta anni.

Cara Paola, mi auguro di essere stato chiaro. In caso contrario, sono pronto a dimostrarti cifre alla mano che siamo di fronte all’ennesimo sfruttamento della plebe, cioè di coloro che fra tasse e contributi tutt’altro che volontari si sono dissanguati una vita per mantenere chi non ha fatto nulla oltre che grattarsi il ventre.

di Vittorio Feltri

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