Biotestamento, la volontà di Vittorio Feltri: “Cari cattolici, fatemi morire come voglio”

Vittorio Feltri risponde a Renato Farina, contrario al biotestamento.

Caro Renato, c’ era da aspettarselo. Passata la legge che ammette il biotestamento, si mobilita l’ esercito degli obiettori di coscienza, cioè i medici cattolici contrari a lasciar morire in santa pace la gente in agonia. Essi vogliono a tutti i costi tenere in vita chi la sta per perdere. È un loro diritto anche se per ora non previsto dal nuovo provvedimento.

Vedremo come andrà a finire. Non siamo ostili al fatto che ci siano dottori che la pensano diversamente da noi. Agiscano pure secondo coscienza, come succede nel campo minato degli aborti. C’ è chi non esegue l’ intervento e c’ è chi invece procede a interrompere la maternità.

Cosa che a me non piace perché un feto è un bimbo piccolo che noi uccidiamo senza sapere se lui è contento di crepare. Per quanto riguarda la fine vita si tratta di una questione diversa. Io esprimo la mia volontà per iscritto e i sanitari mi fanno la cortesia di non opporsi, essendo io e non il camice bianco padrone della mia pelle.

Le questioni religiose sono importanti per i credenti, i quali sono abilitati a comportarsi come garba loro. Nessuno li obbliga ad andare all’altro mondo tramite una sedazione profonda che li sollevi da atroci sofferenze. Ma se altre persone viceversa se ne infischiano di offrire al Signore il proprio dolore, è ridicolo oltre che ingiusto impedire loro di tirare le cuoia in fretta, risparmiandosi terapie totalmente inutili.

Io rispetto i cattolici nella misura in cui essi rispettano me, altrimenti li mando al diavolo. Io non sono migliore di loro, però loro non possono pretendere di apparire migliori di me. Tutte le altre polemiche che hanno accompagnato l’ iter della legge ormai in vigore sono gratuite. Non impediamo agli obiettori di essere se stessi e di attenersi alle proprie idee.
Non mi rivolgerò mai a costoro. E anche questo mi sembra un diritto. Fate quel che vi pare, cari cristiani, ma non soffocatemi con la vostra retorica più bolsa di me.

di Vittorio Feltri

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