Boschi e banche, la bomba di Vegas (Consob): “Ho parlato con lei di Popolare Vicenza ed Etruria”

Un’altra bomba su Maria Elena Boschi. Il presidente della Consob Giuseppe Vegas: è stato ascoltato in Commissione Banche in Parlamento e ha ammesso gli incontri con l’allora ministro delle Riforme: “Sì, ho parlato con lei”. In ballo c’erano gli intrecci tra Popolare Vicenza e Banca Etruria: “Mi venne prospettato un quadro di preoccupazione perché Etruria poteva essere incorporata da Bpvi”. “Io – ha aggiunto – non potevo dire nulla, Consob non può intervenire sull’aggregazione delle banche. Lei mi ha illustrato la situazione, io le ho detto che non potevano fare nulla. Fu un incontro generico. In un secondo incontro il ministro Boschi mi rese solamente noto che il padre sarebbe diventato vicepresidente della banca”. Dal Movimento 5 Stelle a Liberi e uguali, è subito arrivato il coro: se la Boschi ha mentito, chiedono dal grillino Sibilia a Speranza, allora “si deve dimettere”.

L’incontro tra il presidente di Consob e l’allora ministro delle Riforme avvenne nell’aprile 2014. “Non ricordo il giorno esatto” ha affermato Vegas, “ma l’incontro con il ministro Boschi c’è stato nell’aprile del 2014”. Alla successiva domanda sul perché  di quell’incontro, il presidente Consob ha risposto: “Non l’ho capito. Mi è stato esposto un tema”. Ricostruendo tutti gli incontri avuti con Maria Elena Boschi, Vegas poi ha precisato: “L’ho vista la prima volta a Milano (quando l’ex ministro espresse
preoccupazione per la fusione con la Popolare di Vicenza, ndr), e doveva essere ad aprile 2014″, poi “una o due volte al ministero e una volta a cena a casa mia, ma c’era anche altra gente”.

Oltre a Vegas, a parlare di Banca Etruria in Commissione di Inchiesta sulle banche è stato oggi anche Giuseppe D’Agostino, vicedirettore generale di Consob:”Nel 2012 e nel 2013 Banca Etruria ha operato e sollecitato il pubblico risparmio attraverso offerte, in assenza di un quadro informativo corretto e completo circa la reale situazione di criticità in cui la stessa si trovava. Le operazioni poste in essere dalla banca, per complessivi 320 milioni di euro” ha aggiunto, “sono state effettuate, tacendo in merito alle rilevanti criticità e anomalie che connotavano i suoi profili tecnici, nonché i suoi assetti organizzativi e di controllo. Profili di criticità di cui la banca aveva avuto piena consapevolezza, anche a seguito delle indicazioni ricevute dalla stessa Banca d’Italia, già a partire dal luglio 2012 e mai rappresentati al mercato e nella documentazione relativa alle operazioni poste in essere”.

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